Solidarietà antifascista e militante a Mirko e a Zona22 e UallòUallà

16602783_501018316735598_6147792352681378834_n Le compagne e i compagni di Sinistra Anticapitalista esprimono la propria solidarietà e si stringono in un abbraccio militante antifascista a Mirko e a tutta la comunità di Zona22 e UallòUallà.

La denuncia pubblica di Mirko mostra ancora una volta quanto sia importantissima, e mai debba esser lasciata, la mobilitazione sociale e democratica. E in questa mobilitazione l’antifascismo è importantissimo e imprescindibile. Partiti e organizzazioni ispirate a fascismi vecchi e nuovi, dopo un pluridecennale isolamento dovuto alla forza culturale della Resistenza, rilegittimate dal revisionismo che ha coinvolto perfino parte della “sinistra italiana”, stanno riemergendo e rafforzandosi.

Il rifiuto radicale del fascismo, che abbiamo sempre ribadito in questi anni (a partire dall’incredibile vicenda che ha coinvolto Franco Turigliatto, costretto a presentarsi davanti ad un giudice per essersi rifiutato di condividere con un esponente neofascista la presenza in uno studio televisivo) in tutte le sue forme e la lotta contro di esso viene presentata come un obsoleto residuo resistenziale del ‘900 o come un’espressione di impenitente estremismo. Al contrario, la riaffermazione del valore dell’antifascismo è e continua ad essere un tassello importante della mobilitazione sociale e politica. La lotta e la mobilitazione antifascista sono più che mai di attualità e devono essere praticate in ogni momento dell’attività politica e sociale da tutte e tutti coloro che si battono per la democrazia, la giustizia sociale, contro la guerra, per la cooperazione tra i popoli. Un impegno nel quale le compagne e i compagni di Zona22, insieme al Collettivo UallòUallà, e Mirko sono da sempre in primissima fila. L’abbiamo potuto apprezzare in questi anni, condividendo le mobilitazioni antirazziste, in difesa del nostro territorio dalle minacce ambientali, a fianco del popolo kurdo, delle lotte operaie e dei migranti. Nel ribadire la nostra solidarietà a Mirko, e a tutta la comunità di Zona22 e UallòUallà, siamo disponibili a condividere ogni iniziativa che verrà messa in campo.

Sinistra Anticapitalista Abruzzo

 

Abruzzo, dopo la drammatica emergenza neve D’Alfonso e Mazzocca si dimettano

COMUNICATO STAMPA

I drammatici giorni dell’emergenza neve, con il totale black out energetico per centinaia di migliaia di persone e la pericolosissima esondazione dei fiumi, le abruzzesi e gli abruzzesi non li dimenticheranno facilmente. L’Abruzzo è una regione per circa la metà costiera e varie alternative infrastrutturali (strade, autostrade, ferrovie su tutto), cosa sarebbe potuto accadere se il territorio fosse stato tutto montuoso e una sola possibilità di accesso e transito? Una volta di più (perché in questi anni le avvisaglie sono state copiose) il territorio ha mostrato la sua totale fragilità. Eppure non esiste più un assessorato autonomo all’ambiente e alla protezione civile, che è stato sacrificato per equilibri interni al PD e con i propri alleati (a partire da Sel). Dopo la nevicata del febbraio 2012 una consigliera regionale del PD, oggi assessore regionale, dopo aver rimarcato che c’era stato ampio preallarme (e davanti al black out elettrico di 24 ore per 6000 utenze, parole sue dell’epoca) scrisse che l’Abruzzo era “pericolosamente disorganizzato e bloccato da una nevicata annunciata” aggiungendo che vi era stato “sostanziale collasso della rete infrastrutturale abruzzese”. Con lo stesso metro di giudizio cosa dovremmo dire ora?

In questi anni, anche noi direttamente o partecipando a mobilitazioni, comitati, movimenti, tantissime sono state le denunce della situazione del territorio. Abbiamo invece continuamente assistito alla costruzione di strade, come la fondovalle Sangro, che non ci sembra vedano in cima alle considerazioni il rischio del dissesto. Senza dimenticare grandi varianti autostradali, mega infrastrutture portuali, centri commerciali a un passo dal fiume (per poi costruire a monte, con soldi pubblici, vasche di esondazione a carico della fiscalità pubblica), mega elettrodotti. Non servono a questa regione mega elettrodotti (che non soltanto non hanno azzerato il rischio black out ma che, anche solo per la presenza di un maggior numero di piloni rispetto a prima della costruzione, si potrebbe pensare aumentino il rischio), non servono mega infrastrutture, ma un’unica grande opera: messa in sicurezza, risanamento, bonifica, tutela di fiumi, montagne, coste, strade.

E’ stato uno dei capisaldi della protesta popolare (alla quale, per quanto ci è stato possibile, abbiamo partecipato) contro la costruzione dell’elettrodotto Villanova-Gissi, con moltissimi cittadini che si sono opposti (in giorni anche drammatici, come le cronache hanno riportato) all’esproprio di terreni che per loro hanno rappresentato fonte di reddito e gran parte della vita. Una mobilitazione nella quale associazioni e comitati hanno duramente criticato quella che hanno definito l’assenza della regione, che non è stata con decisione e risolutezza, fino all’ultimo, senza se e senza ma, a lottare al loro fianco. Ora, durante l’emergenza, il sottosegretario alla presidenza con delega all’ambiente, Mario Mazzocca ha pesantemente criticato Terna ed Enel, dicendo che non hanno fatto quando dovevano …

Senza dimenticare che la neve, insieme a nuove scosse di terremoto, ha colpito la provincia de L’Aquila che – incredibilmente – ormai quasi 8 anni dopo non vede ancora la fine dell’emergenza e una vera ricostruzione. Terna ha registrato un aumento delle proprie quotazioni in borsa nelle stesse ore in cui i suoi tralicci hanno lasciato al buio decine e decine di migliaia di cittadini abruzzesi, moltissimi sindaci hanno protestato perché non riuscivano a comunicare con l’Enel. Tutto questo è il frutto anche del processo di liberalizzazione e privatizzazione portato avanti nel nostro paese. Processi che hanno consegnato un servizio pubblico essenziale come l’elettricità al mercato neoliberista più sfrenato, mettendo i profitti in cima a tutto e togliendo ogni contatto e controllo pubblico. Scelte politiche che vedono nel PD, il partito del presidente regionale Luciano D’Alfonso e principale azionista della maggioranza alla regione Abruzzo, uno dei suoi più decisi esecutori.

Davanti a tutto quello che le abruzzesi e gli abruzzesi hanno subito, davanti al quadro generale dell’Abruzzo ampiamente documentato, ad una devastazione conseguenza di politiche neoliberiste che hanno tolto ai cittadini per regalare al solo mercato e al profitto servizi pubblici essenziali, e a quanto riportiamo in questo comunicato, possiamo trarre solo una richiesta conclusiva: le immediate dimissioni di D’Alfonso e dei suoi collaboratori, a partire dall’ex assessore regionale all’Ambiente e alla Protezione Civile Mario Mazzocca. A chi li ha sostenuti e li sostiene, e si ritiene ambientalista, di sinistra, “compagna” o “compagno”, non possiamo che chiedere: non vi vengono autocritiche e riflessioni davanti a quel che sta succedendo?

SINISTRA ANTICAPITALISTA ABRUZZO

No ai licenziamenti di Pianeta a Vasto

Non sono i lavoratori ad essere responsabili del calo del fatturato

 

L’annuncio dato da Pianeta ai dipendenti è tipico dei padroni senza scrupoli. Lo stile è quello che già abbiamo conosciuto con il padron della Golden Lady, Nerino Grassi: decidere da un giorno all’altro e senza tanto ritegno di buttare fuori dall’azienda i dipendenti. Gli esuberi annunciati da Pianeta appartengono tutti alle mansioni di addetti alla vendita, commessi e commesse, cassiere. Sono esclusi, naturalmente come di solito avviene in questi casi, coloro che appartengono alla struttura direzionale.

Pianeta motiva questa scelta drastica con un costante calo del fatturato, dal 2012 al 2016. Gli oltre 23 milioni di euro fatturati lo scorso anno, a quanto pare non sono sufficienti per chi dirige il Conad Superstore di Vasto a mantenere il personale attuale, neanche a tentare la strada di eventuali ulteriori forme di ammortizzatori sociali. E così, a fronte di un calo del fatturato dichiarato del 23%, viene sbattuto fuori più del 40% del personale. Viene subito da chiedersi di quanto siano stati intaccati i ricavi; ma soprattutto, c’è da chiedersi se e di quanto si siano ridotti lo stipendio coloro che senza troppe remore decidono oggi di licenziare madri e padri di famiglia, mettendoli in gravi difficoltà economiche. Quesiti che non devono apparire retorici, perché se il costante calo del fatturato degli ultimi quattro anni dichiarato da Pianeta è reale, quali responsabilità ne hanno commessi, cassiere, magazzinieri? Ovviamente nessuna. E invece quali e quante ne ha chi finora ha diretto Pianeta? Ovviamente, come al solito, i dirigenti si autoassolvono e decidono che devono essere licenziati 45 lavoratrici e lavoratori, mentre tutti i dirigenti possono tranquillamente rimanere al proprio posto.

C’è da chiedersi anche, a questo punto, quale futuro possa garantire l’attuale direzione di Pianeta al punto vendita, dal momento che mandando a casa 45 addetti alla vendita non si possono di certo garantire migliori servizi alla clientela. Evidentemente questi dirigenti, tanto solerti quando si tratta di annunciare licenziamenti, navigano a vista senza alcuna idea di come rilanciare il supermercato. La direzione di Pianeta mostri più umiltà cercando insieme alle lavoratrici ed ai lavoratori soluzioni alternative ai licenziamenti e idee per garantire la sopravvivenza del supermercato e dei posti di lavoro. In caso contrario si faccia da parte, per fare posto a chi è grado di farlo. Magari alle stesse lavoratrici ed agli stessi lavoratori che oggi rischiano di perdere il posto lavoro.

 

Rifondazione Comunista di Vasto

Sinistra Anticapitalista Abruzzo

 

Volantini di Sinistra Anticapitalista: 4 dicembre, il nostro NO di classe

Referendum, Costituzione e lotta di classe

di Franco Turigliatto

https://anticapitalista.org/2016/11/13/referendum-costituzione-e-lotta-di-classe/

volantino-no-4-dicembre-rbg-01

Volantino per il referendum

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CONTRO IL GOVERNO E LA CONFINDUSTRIA
DIFENDIAMO I DIRITTI DEMOCRATICI
E SOCIALI DELLA COSTITUZIONE

https://anticapitalista.org/2016/11/10/il-4-dicembre-votiamo-no/

 

Stavolta ci vuole un NO

Volantone (4 pagine) per gli ultimi giorni della campagna referendaria

Scarica il Volantone in PDF

Scarica il volantone in JPG (Pag. 1, Pag. 2, Pag. 3, Pag. 4)

CONTRO IL GOVERNO E LA CONFINDUSTRIA
DIFENDIAMO I DIRITTI DEMOCRATICI
E SOCIALI DELLA COSTITUZIONE

https://anticapitalista.org/2016/11/17/stavolta-ci-vuole-un-no/

Sanità abruzzese, uscita dal commissariamento. I cittadini e i malati non hanno nulla da festeggiare …

c6e04de27149d69d8942f8994b8eacb558ef584c80fd4e522f0d2331  La notizia dell’uscita ufficiale dell’Abruzzo dal commissariamento sulla sanità post-sanitopoli è stata accompagnata da grande enfasi e fanfare. PD, attualmente al governo di questa regione, e centrodestra, al governo negli anni scorsi, si sono affannati a rivendicare meriti sul “percorso virtuoso” che ha portato a questa “uscita dal tunnel”. Sinistra Anticapitalista Abruzzo non  si unisce a questo coro. Perché sulla sanità in questa regione non c’è nulla da festeggiare. In questi anni, per colpe che dovevano essere pagate altrove, i lavoratori, i malati, gli impoveriti dalla crisi e dal sistema economico, hanno subito (e continuano a subire) calvari infiniti e pesi enormi quotidiani.

In questo momento non possiamo non ricordare che il tanto vantato e rivendicato “percorso virtuoso” è stato pagato dai cittadini con chiusure di ospedali, guardie mediche, postazioni del 118 e taglio di altre prestazioni sanitarie. E’ cronaca anche di queste ore, i livelli minimi di assistenza per le disabilità gravi hanno più che criticità, le farmacie degli ospedali raramente possono fornire medicinali per malati oncologici e gravi (con i familiari che devono sobbarcarsi anche lunghissimi viaggi – tolti anche al lavoro – inutilmente), come reso noto per la farmacia dell’ospedale di Ortona. A cui la ASL ha comunicato che “ha il dovere di esercitare una semplice azione di monitoraggio e controllo”. Il funzionario autore di tali dichiarazioni ha, purtroppo, riportato un dato di fatto. Il cui senso non può che essere sintetizzato in qualcosa tipo “i soldi son quel che sono, si deve fare di necessità virtù”. E la responsabilità, giustamente, non è sua … Non hanno nulla da festeggiare i familiari di persone anziane e malate ricoverate nelle case di cura, che sono anni che vedono quasi periodici aumenti dei costi. Essere ricoverato in una struttura attrezzata per un anziano, e la sua famiglia, può essere una necessità preziosa e vitale. Ma ormai è diventato più di un lusso …

Poi si viene a conoscenza del  nuovo progetto di ospedale tra Chieti e Pescara. I cui costi saranno sicuramente a 6 zeri. Andrà costruito perché l’attuale edificio ha  problemi strutturali. Mentre i cittadini hanno subito le conseguenze di finanze sempre minori, sono mai state individuate le responsabilità di questi “problemi”?! Qualcuno è mai stato chiamato a risponderne?! Intanto scopriamo che nella Terra dei Fuochi sono state rintracciate migliaia di ricette provenienti da ASL abruzzesi. Come è possibile? Chi le ha fatte arrivare lì? Chi non le ha portate al macero? E chi non ha sorvegliato? Chi ha pagato (altri costi sempre e solo sulle spalle di cittadini e malati) per un servizio che, a quanto pare, non è avvenuto come era dovuto?

Davanti a tutto questo i cittadini che in questi anni hanno visto solo proclami, passerelle, esponenti politiche che in maggioranza tagliavano ospedali e poi all’opposizione protestavano per gli stessi tagli (e viceversa). Se non addirittura esponenti e parlamentari dello stesso partito che poche prima ha rilasciato nuovi mirabolanti annunci, criticarli e chiedere di cambiare tutto. Fanno e disfanno tutto loro. Occupando ogni spazio mediatico e politico (fosse mai che venisse conquistato dai cittadini che vedono i loro diritti sempre meno riconosciuti …).

Abbiamo atteso qualche giorno nell’inviare questo comunicato, non volevamo rischiare che potesse disturbare così tanto i festeggiamenti di qualcuno da aver bisogno di ricorrere a cure mediche. Non vorremmo che  si trovasse in zone montane, tipo la Marsica o l’Alto Vastese, e dover fare chissà quanti chilometri per giungere in un “ospedale” come Gissi, attendere, e poi dover essere trasportato a Vasto, con nuovi chilometrici spostamenti e attese. Non dovesse mai accadere che poi ce lo ritroviamo sulla coscienza …

 

Sinistra Anticapitalista Abruzzo

ACA. Basta poltrone al Partito dell’Acqua

Il 10 settembre prossimo è convocata l’assemblea dei sindaci dell’ACA per l’elezione dell’amministratore unico. In vista di tale assemblea già da tempo sono in corso manovre politiche da parte dei partiti che si spartiscono incarichi e potere nel territorio della nostra Regione. E’ ora di dire basta a tutto ciò e di una immediata svolta nella gestione dell’ACA, mettendo in primo piano e tutelando solo ed esclusivamente il bene e il diritto pubblico all’acqua, senza alcun altro interesse (privato e politico) in ballo. Per questo non possiamo non criticare aspramente la scelta di svolgere l’assemblea nella sede di Confindustria. E’ necessario liberare l’ACA da ogni lobby e interesse privatistico, e ci si riunisce nella sede della maggior organizzazione padronale?! Non si parte col piede giusto!

La mancata risoluzione dei gravissimi problemi della depurazione e l’enorme mole di debito accumulato negli anni (e per il quale non sono state ancora individuate e chiamati a rispondere responsabilità) sono l’evidente dimostrazione dell’insostenibilità di un’ACA ancora al centro degli interessi di quello che è stato definito, già dai tempi della scoperta della mega discarica di Bussi (con tutto quello che ha comportato), il Partito dell’Acqua. Un Partito che oggi vede come punta avanzata il PD, oggi detentore dei posti chiave nelle istituzioni del nostro territorio, ma è in realtà trasversale anche a centro e destre.

Sinistra Anticapitalista torna a ribadire la propria posizione e l’impegno ad opporsi ad ogni volto e colore del Partito dell’Acqua e di una “politica” che non tutela il diritto di cittadini e  lavoratori, soprattutto delle classi meno abbienti. L’acqua è bene comune, collettivo, diritto umano vitale e prezioso. Principi sanciti da documenti internazionali e ribadito da 600.000 abruzzesi con i referendum del 12 e 13 giugno 2011 che ancora attendono di essere pienamente rispettati. Insieme ad altre forze politiche estranee ai giochi di  poltrone e potere, ad associazioni e movimenti impegnati negli anni impegnati a difesa dell’interesse pubblico e collettivo, Sinistra Anticapitalista rimane intransigente e irriducibile su questo. Il Partito dell’Acqua, il servizio idrico governato da interessi partitici, deve essere consegnato al passato dell’ACA e dell’Abruzzo.

 

Sinistra Anticapitalista Abruzzo